Dal 1995 è stato ripristinato l'obbligo del costume sardo per i partecipanti: per essere ammessi, bisogna indossare l'abbigliamento tradizionale. 

I cavalieri hanno due stimoli per dare il meglio di sé: l'entità del montepremi e la rilevazione elettronica dei tempi che, oltre a evitare contestazioni da parte dei concorrenti, serve a rendere più spettacolare e più aderente alla sua vera tradizione la gara. Perché, un conto è arrivare sotto l'anello ad un passo molto più vicino al trotto che non al galoppo - beccandosi fra l'altro i fragorosi fischi del pubblico - un altro è lanciare il cavallo in un galoppo sfrenato, dando così prova di abilità e di coraggio. Con i tempi imposti dagli organizzatori - 9 secondi massimi per coprire i cento metri, oltre i quali anche l'eventuale 'centro' non è valido - la corsa è tornata ad essere spettacolare ed avvincente come un tempo.